Cemento, Guerra e Costi che tutti subiremo insieme alle macerie dei dati agricoli
Buongiorno, e come sempre spero che stiate tutti bene. Spero che abbiate fatto festa per il giorno dei lavoratori, il 1° di Maggio. Oggi sono un uomo diviso a metà. Da un lato c'è la felicità pura. Grazie a voi, Ager Cultura sta diventando qualcosa di grande, non solo più un podcast o un blog. Rimane ciò che era, ma arriverà anche per la prima volta dal vivo a Carpi il 9 e 10 maggio per l'evento Freschissimo e da giugno avremo una nuova "casa" digitale. Non sarà più il mio podcast, ma il nostro progetto. Dall'altro lato, però, c'è la preoccupazione. I dati ISTAT ci dicono che tra il 2000 e il 2020 abbiamo perso 3 milioni di ettari coltivati a causa della cementificazione. Negli anni si è parlato tanto di non occupare e urbanizzare i terreni agricoli, ma non è andata così.
Per fortuna che gli agricoltori hanno almeno la PAC! Nel 2024, i numeri dicono che i fondi non aiutano e non contribuiscono al ricambio generazionale. Solo il 6,4% va ai giovani sotto i 30 anni e appena il 28,2% alle donne. Bisogna capire se il motivo sia che non ci sono donne e i giovani, o se ci sono, ma non arrivano i fondi nelle loro attività.
In più, siamo in un momento storico in cui i costi per le aziende agricole sono schizzati del 35% tra fertilizzanti (+51%) e gasolio (+30%), complici le crisi geopolitiche come quella in Iran. Se non proteggiamo le piccole realtà e il km0, a pagare saremo noi consumatori, con prezzi più alti e meno garanzie di qualità. In questa puntata facciamo i conti con la realtà, perché il cibo che portiamo in tavola è una scelta politica e sociale che non possiamo più ignorare.

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