Oltre la tavola: l'arte dell'ospitalità negli agriturismi

 Buongiorno, come sempre spero che stiate tutti bene. Agosto è il mese in cui tradizionalmente il Paese si ferma, e mi auguro che anche voi riusciate a fare un po' di pausa, magari cercando un posto alternativo, diverso dalle solite famose mete. C'è da dire che oggi il modo di fare vacanza sta cambiando. Sempre più viaggiatori scelgono colline, borghi isolati ed esperienze enogastronomiche, trasformando gli agriturismi in veri e propri presidi d'ospitalità. Però prima di capire il perché, l'idea è cercare di capire cosa sia un agriturismo. 

(Immagine generata da Google IA)

L'agriturismo non è una semplice osteria, ma un'azienda agricola che apre le porte ai visitatori mettendo al centro le proprie colture, il rispetto della stagionalità e la cultura contadina. I dati del rapporto ISMEA e Rete Rurale Nazionale parlano chiaro: oltre 5.000 Comuni italiani ospitano agriturismi, e ben 1.000 di questi si trovano in quasi 600 Comuni classificati come "non turistici", fungendo da unico punto di sosta e promozione. Inoltre, con il 26,6% di strutture biologiche, il settore ha già superato gli obiettivi UE Farm to Fork fissati per il 2030, guidato da una forte presenza di giovani e digitalizzazione. Tuttavia, saper coltivare o cucinare bene non basta: occorre l'arte dell'accoglienza in questo tipo di attività. A Freschissimo Fest a Carpi ho intervistato Simona Vitali, giornalista di Sala&Cucina e ilbelviaggio. Con lei abbiamo esplorato l'importanza della sala e del servizio, scoprendo come un agricoltore o un ristoratore locale diventi il primo vero "ufficio turistico" del territorio. Se vi piacciono le mete alternative, vi invito a cliccare sul link  sotto ed ascoltare la puntata. Ci sentiamo alla prossima. Buona giornata.

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